Bioedilizia prefabbricata: struttura a telaio o X-lam ?

Strutture a telaio oppure X-LAM? Domanda che si pongono molte delle persone interessate alle case in bioedilizi1a

Vediamo le differenze tra le due macro tipologie costruttive:

da un lato la STRUTTURA A TELAIO è concettualmente molto simile alla casa costruita in edilizia tradizionale perché esistono i travi ed i pilastri portanti (che invece di essere in cemento armato sono realizzati in legno lamellare), è più leggera, e poi ci sono i muri di tamponamento, che invece di essere costituiti da mattoni, poroton o similari sono realizzati con un “sandwich” di materiali isolanti intervallati da pannelli più o meno rigidi. Come isolanti si possono utilizzare fibre di vetro o di legno, lana di roccia, sughero, canapa, etc mentre come pannellature rigide si preferiscono di solito OSB oppure cartongesso/fibrogesso.

La modularità di questa tipologia costruttiva è molto elevata: pensiamo alla facilità con cui posso spostare un muro interno o esterno, modificarlo, o addirittura abbatterlo andando magri ad aprire un’apertura dove prima non c’era, senza dovermi assolutamente preoccupare della statica della struttura purché non si vadano a toccare travi e pilastri portanti.

Il telaio quindi è una tipologia di struttura in bioedilizia concettualmente molto simile alla struttura tradizionale, ma con tempi di realizzazione notevolmente ridotti e risultati di coibentazione delle strutture decisamente più efficienti.

 

Unico caso in cui mi sento di sconsigliare le strutture a telaio a favore dell’x-lam? Quando devo realizzare abitazioni che superano i 4/5 piani di altezza; in quel caso molto meglio utilizzare l’X-LAM.

L’X-lam è più difficile da modificare nel caso in cui si vogliano apportare delle variazioni ad una casa già costruita, ma supporta dei carichi statici decisamente superiori, essendo costituito da muri completamente realizzati con pareti in legno lamellare piene, rivestite sempre sul lato esterno da un cappotto termico atto a migliorare quello che sarebbe comunque già un eccellente risultato di coibentazione solo per il fatto che il legno è di per sé un ottimo materiale isolante. Le persone più attente aggiungono che le pareti in x-lam garantiscono una perfetta omogeneità termica su tutto il perimetro esterno della casa, ma stiamo andando veramente ad analizzare delle sottigliezze che in pochi sarebbero in grado di apprezzare. Lo strato di muro in legno lamellare garantisce anche uno sfasamento termico migliore a parità di spessore della parete, ma questo particolare concetto va sempre visto nell’insieme del progetto della casa perché è fondamentale comunque prevedere delle ombreggiature estive (porticati, frangisole, etc)  sui lati più esposti al sole per evitare il surriscaldamento delle pareti e dei serramenti nei mesi molto caldi.

Il concetto di base di una casa in bioedilizia, che sia a telaio oppure in x-lam, prevede comunque un investimento iniziale in termini economici che oggi non si discosta poi di molto da quello necessario per realizzare la stessa tipologia di struttura in muratura tradizionale, ma con tempi di realizzazione sempre comunque inferiori, con la certezza iniziale di quello che si andrà ad investire (senza sorprese ed aumenti dell’ultim’ora dovuti a strane “”oscillazioni del prezzo del cemento””) alla fine dell’opera, e con un benessere abitativo in termini di confort termico ed igrometrico che nessuna casa in cemento e mattoni potrà mai garantire.

 

E per concludere vado a sfatare una falsa credenza, ovvero quella che le case in legno durano poco. Facendo una passeggiata in montagna, dove nevica molto, fa sempre freddo, e le condizioni meteo sono spesso estreme, si possono trovare delle case in legno che sono lì da alcune centinaia di anni, quindi state tranquilli che una casa in legno ha una durata paragonabile se non superiore a quella di una struttura in cemento e mattoni.

case in bioedilizia

 

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