Vantaggi e svantaggi di “controbilanciare in essenza”

Parquet in rovere verniciato, controbilanciato in rovere. Nella immagine che segue vedete che la parte retrostante della doga è realizzata nella stessa essenza della “faccia nobile”

Innanzi tutto vediamo cosa significa “Controbilanciare in essenza” un parquet, o più correttamente: cosa significa acquistare un parquet “controbilanciato in essenza”? Significa che la parte di legno superficiale, ovvero la parte nobile, deve essere controbilanciata da uno strato inferiore della doga costituito della stessa essenza legnosa, ovvero devo avere lo stesso legno sia sopra che sotto ciascuna doga.

Iniziamo a vedere vantaggi e svantaggi  derivanti dall’acquisto di questo tipo di parquet

Una delle regole generali del buon palchettista dice che: ” Se le plance di parquet che devono essere posate sono di dimensione medio/grande, posso posarle indifferentemente flottanti oppure incollate; se le plance sono invece di piccole dimensioni allora devo obbligatoriamente incollarle”. Un’eccezione a questa regola deriva proprio dall’uso delle plance controbilanciate in essenza perché queste plance sono molto stabili, e quindi si possono posare flottanti anche se di dimensione contenuta.

Ma perché una doga controbilanciata in essenza è stabile?  Siccome le tensioni che il legno subisce per effetto delle variazioni di temperatura e umidità ambientali tendono a generare dei “movimenti” nella plancia, quando l’essenza legnosa è la stessa sia al di sopra che al di sotto della plancia medesima, le tensioni si annullano tra di loro, rendendo la doga controbilanciata in essenza molto più stabile di una plancia standard, che di solito è controbilanciata in pioppo oppure in abete, indipendentemente da quale sia l’essenza presente nello strato superficiale.

Ma perché allora non si preferisce sempre “controbilanciare in essenza” ? Le risposte sono molteplici: innanzi tutto una questione economica, infatti una controbilanciatura in pioppo o in abete è certamente più economica di una realizzata con un’essenza pregiata, anche se di solito per la controbilanciatura non si utilizzano mai le parti selezionate dell’albero bensì quelle che abitualmente verrebbero scartate per via dell’eccessiva presenza di nodi, di crepe o di alburno.

Un secondo fattore è certamente quello della difficoltà di approvvigionamento di alcune specie legnose nobili, che essendo piuttosto “scarse” nella loro disponibilità non vengono prese neppure in considerazione per la realizzazione della parte “non a vista” di un parquet.

Un’altra ragione è legata più alle questioni logistiche che non ad altri fattori, e nonostante a noi magari sembri una “scemenza”, credetemi che la questione del PESO (o più correttamente la “massa”) di qualunque bene che debba essere spostato da un posto all’altro è tenuta in grande considerazione da coloro che si occupano di trasporti, e di riflesso è di grande importanza anche per coloro che quei trasporti li devono poi pagare. Pioppo ed abete sono due essenze legnose decisamente “leggere”, nel senso che hanno un peso specifico decisamente contenuto. Pensate che il peso specifico del pioppo è di 0,4 kg/dmc, l’abete si aggira intorno allo 0,46, mentre il rovere 0,76.  Quando io compro 50 mq di parquet, la differenza di peso tra l’aver comprato delle plance controbilanciate in essenza oppure no può anche essere “ridicola”, ma pensate alle grandi aziende che spostano interi container di questi materiali: la differenza di alcune tonnellate che ne deriva non è del tutto trascurabile. Ed ecco che ho ottenuto un’informazione importante: solitamente le cosiddette “plance di importazione”, ovvero quelle che arrivano da lontano (fuori dall’UE) non sono controbilanciate in essenza anche per questo motivo: dovendo essere spostate di migliaia di chilometri solitamente via mare, il costo derivante da un peso più leggero è decisamente accattivante per le grandi aziende. Le aziende che invece producono nel nostro Paese risentono molto meno del fattore “trasporto”, e quindi non c’è da stupirsi che un buon parquet Made in Italy sia proprio “controbilanciato in essenza”.

 

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