Come si calcola lo sfrido in una pavimentazione ?

Intanto cerco di spiegare a chi no lo sapesse di che cosa si tratta:

quando vado a misurare la superficie di un locale devo tenere in considerazione che sarà necessario fornire al Cliente una certa quantità in più di palchetto rispetto alla misura esatta della superficie calpestabile, questo perché inevitabilmente durante la posa in opera ci saranno degli scarti di lavorazione dovuti alla necessità di tagliare alcune doghe, ed alcuni di questi pezzi (troppo corti per poter essere utilizzati altrove) non potranno in alcun modo essere recuperati. Questo è lo sfrido.

Non esistono regole precise per il calcolo dello sfrido: con il tempo e l’esperienza si impara a valutarlo in base a vari fattori, tra i quali certamente è fondamentale tenere bene a mente la forma delle stanze nelle quali dovrà avvenire la posa. Una stanza con angoli retti, con pareti perfettamente dritte, senza riseghe al di sotto dei termosifoni, senza pilastri attorno ai quali dover “girare” comportano la necessità di calcolare uno sfrido piuttosto limitato, nell’ordine del 6-8% (che è il minimo scarto che si deve considerare in una qualsiasi pavimentazione).

Se invece le stanze sono più “movimentate” dal punto di vista della loro forma, allora sarà necessario considerare una quantità di sfrido superiore, fino ad arrivare anche attorno al 15% o più nei casi più complessi.

Altro fattore che può fare certamente grande differenza è la direzione di posa delle doghe che andiamo a scegliere. Faccio un esempio: se in un corridoio lungo e stretto poserò le doghe “a correre” parallelamente alla direzione principale del corridoio, limiterò certamente lo sfrido rispetto a coloro che invece decideranno di posare le doghe perpendicolarmente al corridoio, sfrido che potrebbe essere ulteriormente incrementato se decidessi di posare le doghe in direzione trasversale.

E poi c’è un’altra questione da tenere sempre in considerazione quando si calcola quanto materiale deve essere ordinato: così come quanto si costruisce un tetto alla propria casa è buona norma comprare qualche tegola in più da tenere di scorta in caso di necessità, allo stesso modo sarebbe buona abitudine ordinare almeno un pacco in più di parquet per lo stesso motivo. Mia madre dice sempre: “Non si sa mai !” ed ha ragione. Una tegola si può rompere a causa del vento, della grandine, o perché difettosa, ed allora la potrò sostituire nel caso ne abbia tenute alcune in più, di scorta. Stesso ragionamento va fatto per il pavimento.

Mi auguro di aver fatto un po’ di chiarezza, ma per qualsiasi ulteriore dubbio resto a Vostra disposizione.

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